Lo Sport non è solo divertimento, è anche memoria. Una memoria intangibile di eventi e di uomini. Uomini che sono stati un esempio per tutti, dentro e fuori dal campo. E che per questo meritano di essere ricordati.
E qualora non bastasse il ricordo vivido ed indelebile presente nelle menti di parenti, amici e tifosi, ci pensano le cose tangibili a render loro omaggio, perché anche per gli altri il ricordo non svanisca. Anche per questo il 4 ottobre scorso la Palestra Coni in via Coraduzza, è stata intitolata a Pier Paolo Peru, indimenticato pallavolista sassarese, scomparso proprio il 4 ottobre del 2002 per un male incurabile. Dopo una breve ma intensa cerimonia, alla presenza dei parenti e delle autorità sportive e politiche locali e provinciali, sulla facciata dell’edificio è stata apposta una targa commemorativa, voluta fortemente dal comitato composto dai tanti amici di Pier Paolo Peru, che grazie al sostegno del Comitato Provinciale Coni e del suo presidente Gian Nicola Montalbano, ha fatto sì che ciò fosse possibile. «Il giusto riconoscimento – ha dichiarato Montalbano – da attribuire ad un atleta che ha dato lustro alla sua città ed a tutto il territorio, arrivando ai massimi livelli nella sua disciplina sportiva. Ed era giusto ricordarlo intestandogli proprio la palestra dove giocò per tanti anni con la Silvio Pellico Sassari in serie B, e dalla quale spiccò poi il volo verso la serie A e la Nazionale». Nato a Sassari il 5 Agosto 1958, Pierpaolo Peru iniziò a giocare a pallavolo nel 1971 nella Silvio Pellico. Nel 1973, arriva la prima convocazione in nazionale juniores, e successivo debutto in serie D con la squadra maggiore, che in due anni portò alla serie B, oltre al quinto posto a livello nazionale categoria juniores. Nel 77/78 va in A2 ad Asti, centrando subito la promozione in A1. Da quel momento ha sempre militato nella massima serie sino al 1985, vantando anche diverse convocazioni in nazionale maggiore, con compagni del calibro di Andrea Anastasi, Stefano Recine, Claudio Di Coste e Marco Negri. Nel 1989, dopo altre quattro stagioni in serie A fra Chieti, Cremona e Bologna, arriva il ritiro. Si era stabilito a Cremona, ma in Sardegna tornava spesso, sopratutto d’estate, per trascorrere le vacanze con la sua famiglia (la madre e una sorella) e gli amici di una vita. Nonostante fosse diventato “qualcuno” nel mondo dello sport era tutt’altro che un personaggio, capace di farsi sempre voler bene, e dotato di una grande serenità d’animo. Quella serenità che lo sostenne nel 2002, quando scoprì di essere malato. Rientrò a Sassari per curarsi, affrontando la sua nuova condizione con grande forza d’animo. Ma il male che lo consumava fu più forte di lui, ed adesso resta solo un forte ed importante ricordo. | |
Giovanni Dessole Quì Sardegna |
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 11 Maggio 2006 19:30)





