Olbia ma non solo. Il Presidente del Coni Gian Nicola Montalbano si è soffermato “Sui grandi eventi organizzati dal Nord Sardegna negli ultimi anni. Specialmente nel tennis, dopo la Coppa Davis ad Alghero lo scorso agosto, ecco che il Nord, grazie al Geovillage Olbia, ritorna palcoscenico di una manifestazione mondiale”. Per il programma dell'evento, visitate http://www.fitsardegna.com/
“Con onore e orgoglio”. Così il vice presidente di Fit Sardegna Carlo Sciarra ha esordito nel suo intervento. “La valenza mondiale della Fed Cup è nota, così come il valore del Geovillage, uno dei migliori circoli d’Italia. Che in questa occasione avrà modo di mostrare, oltre alla bellezza della struttura anche le capacità organizzative. Inoltre la Sardegna è sempre stata terra vittoriosa per la Coppa Davis e speriamo di continuare la tradizione”.
Non c’è stato alcun dubbio, dunque, nel scegliere il Geovillage Olbia quale sede della sfida di Fed Cup tra Italia e Ucraina. Sergio Palmieri, direttore degli Internazionali d’Italia e coordinatore di Coppa Davis e Fed Cup ha esordito sottolineando “La bellezza e le grandi potenzialità del Geovillage. Il campo centrale è stato ottenuto con la fusione di due campi ed è quasi pronto: sono state apportate alcune modifiche, le tribune sono pronte e mancano solo pochi dettagli”. Poi è entrato nella sfida: “Sarà un incontro estremamente importante, più difficile di quanto possa sembrare sulla carta. L’Ucraina conferma la scuola straordinaria che negli ultimi anni ha prodotto tante giocatrici fortissime. Potrà contare sulla numero 19 del mondo (Alona Bondarenko), e su un doppio, formato proprio dalle sorelle Bondarenko, che ha vinto l’Australian Open”. L’Italia invece non potrà contare sul doppio titolare: “Santangelo è infortunata e Vinci si è appena ripresa dall’infortunio. Ma le nostre ragazze saranno competitive e motivate, e non dimentichiamo che le italiane sono nate e cresciute sulla terra battuta mentre le avversarie non si trovano a loro agio, tant’è che sono già arrivate al Geovillage, perché sono più portate a giocare sul duro”.
Si riparte dalla sconfitta di Napoli: “Ha insegnato, anche se non serviva quella sconfitta per capirlo, che ogni partita fa storia a sé, e che in Fed Cup, come in tutte le manifestazioni a squadre non bisogna fidarsi troppo dei valori espressi sulla carta. Fare un pronostico è azzardato. Di sicuro Schiavone, Pennetta, Errani e Knapp hanno la forza di essere un team unito e ben amalgamato, con uno spirito di squadra solido e con Francesca Schiavone leader e trascinatrice. Credo il mix di gioventù ed esperienza che ha la nostra squadra (esperienza sul campo perché Flavia e Francesca sono giovani) possa essere un arma fondamentale”. L’unico dubbio può essere l’eventuale doppio: “Il doppio è una partita nella partita, fa storia a sé. Perché deciderà tutto e si giocherà con un’elevata tensione”.
Ma se il pensiero va al doppio, ritorna proprio a quella sfida di doppio contro il Belgio che valse la vittoria dell’Italia nella Fed Cup del 2006.
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