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MOVIMENTO E` VITA
Una riunione tra rappresentanti delle istituzioni sassaresi ha fatto emergere proposte e dubbi sulla salvezza della squadra

Lunedì 20 aprile il Comitato spontaneo per la Dinamo ha convocato una riunione all’hotel Leonardo Da Vinci per discutere della possibilità di sopravvivenza della storica società sassarese, in attesa del 10 giugno: data in cui si conoscerà ufficialmente il destino della Dinamo per la prossima stagione.

La sopravvivenza della società ora guidata da Luciano Mele è diventata ormai un problema del territorio. La riunione di lunedì è stata un successo per numero di partecipanti, intensità del dibattito e qualità degli interventi. Gli intervenuti si sono trovati sostanzialmente d'accordo sul fatto che il tessuto imprenditoriale non può dare più di tanto, stremato e impegnato a difendere con i denti i livelli occupazionali: risorse così importanti (occorrono circa due milioni di euro a stagione) possono solo arrivare col supporto delle istituzioni. Il Presidente del Coni Comitato Provinciale di Sassari e Vicepresidente regionale Gian Nicola Montalbano ha annunciato che assieme al presidente regionale Fara fisserà già per questa settimana un colloquio al quale parteciperanno, oltre ai vertici del Coni e della Dinamo, anche l’assessore regionale allo Sport Maria Lucia Baire. Assenti per impegni fuori sede il sindaco Gianfranco Ganau e la Presidente della Provincia Alessandra Giudici, il consigliere comunale Di Maria e l’assessore Desini hanno rappresentato Comune e Provincia, lanciando un appello alla Regione affinché intervenga immediatamente. A questo proposito il consigliere regionale del Pdl Nanni Campus, ha affermato di aver avuto un colloquio in Regione, verificando la disponibilità delle cifre; cifre che, tuttavia, la Regione sarebbe disposta a mettere in gioco soltanto in seguito ad un'iniziativa analoga delle istituzioni sassaresi. È emerso inoltre che sia Comune che Provincia, stufi del comportamento del delegato locale dell’E.On, si rivolgeranno direttamente all’amministratore delegato. E anche in questo caso, solo la diplomazia politica può costringere la E.On, che pare non voglia sponsorizzare direttamente squadre professionistiche, a mantenere in qualche modo gli impegni ereditati dall’Endesa.

 
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